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  • marghepog

Aloha


Il Paradiso esiste. Ed è dentro di noi.

Ho avuto la fortuna questa estate di accettare uno scambio casa con una famiglia stupenda che vive sull’isola di Maui: il loro benessere interiore, la loro gentilezza, la loro riservata ma genuina accoglienza mi hanno toccato il cuore, perché la mia sensazione è che in questa parte del mondo abbiamo appannato troppo i nostri valori più essenziali. E non era solo la nostra famiglia “ospite”. No: era tutta l’isola, dalle persone ai cani, che liberi in spiaggia giocavano in un modo così amorevole da apparirmi surreale.

Tutta Maui era pervasa dallo spirito Aloha, che va oltre il saluto o il buon augurio. Mi hanno dimostrato che Aloha risplende sulla pelle e nella natura lussureggiante che avvolge nella sua bellezza, brilla nel cuore, risuona tra le onde e il vento, si assapora in un mango appena raccolto, si propaga fino all’ultima cellula del corpo e dell’anima attraverso una semplice condivisione.

Aloha esprime uno stato d’essere di accoglienza, premura, affetto spontaneo, apertura senza aspettarsi nulla in cambio, disponibilità che va oltre la forma.

Ho trovato questo piccolo schema riassuntivo che mi risuona bene per ciò che ho vissuto:

A come “Akahai” = Consapevolezza

L come “Lokahi" = Unità nell’armonia

O come “oia’i’o” = Sincerità

H come “ha’aha’a” = Umiltà

A come “ahonui” = Pazienza

Consapevolezza, unità nell’armonia, sincerità, umiltà e pazienza sono alla base dell’Ho’Oponopono, metodo tanto ancestrale quanto incredibilmente “semplice” per rimettere le cose al loro posto o meglio rivederle nella loro naturale prospettiva, come semplici opportunità per riconoscere che tutto ciò che percepiamo, vediamo, sentiamo ed viviamo, di bello e di brutto, è stato prodotto da noi e dalla nostra energia. Perché siamo espressioni dell’energia dell’Universo di cui siamo un micro frammento ma anche una potente manifestazione.

La storia più rappresentativa sull’Ho’oponopono è senza dubbio quella del dottor Ihaleakala Hew Len, un terapista hawaiano che è stato in grado di curare un intero carcere di massima sicurezza di pazienti psichiatrici senza neppure incontrarli ma semplicemente studiando minuziosamente le loro cartelle cliniche e guarendoli lavorando su se stesso. Sembra incredibile ma è vero e a chi fosse interessato consiglio come prima lettura Ho’oponpono italiano, ricco anche di pratiche utili per iniziare questo percorso. Che, sinceramente, è un percorso paradossalmente “banale” perché basta ripetersi – sentendone l’intenzione - una o più volte al giorno il mantra “Mi dispiace. Perdonami, Grazie, Ti amo”.

Vi consiglio di ascoltarlo anche cantato da Giovani Nuti, perché è un vero balsamo per il cuore. E grazie ad Anna per avermelo consigliato.

Nulla accade per caso e se mi avete seguita fin qui forse c’è la possibilità di (ri)connetterci per co-creare un acceleratore di valore, dove impegnarsi realmente insieme.

Scrivetemi o (ri)connettiamoci anche via margheritapogliani.com

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