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  • Margherita Pogliani

La vita è una fiaba. A lezione da Andersen


«Non è una favola» disse Madre Sambuco «ma adesso arriva la favola. Dalla realtà nasce spesso la più bella di tutte le fiabe; altrimenti il mio bel cespuglio di sambuco non sarebbe potuto crescere da una teiera» e intanto prese il bambino dal letto e se lo strinse al petto, e i rami del sambuco, carichi di foglie, gli si chiusero intorno e lui si trovò come in un fittissimo pergolato che si innalzava verso l'alto: era meraviglioso!

Questa che vi racconto non è una favola ma ci va molto vicina, perché come ci insegna Hans Christian Andersen nella fiaba di Madre Sambuco: «Possiamo inventarne una» disse il bambino «la mamma dice che tutto quello che lei guarda diventa favola, e che da tutto quello che lei tocca ricava una storia.» E rispose la nonna: «Sì, ma quelle storie e quelle favole non valgono nulla! No, quelle vere vengono da sole, mi bussano sulla fronte e dicono: Eccomi qui!»

La nostra favola è tanto ricca quanto semplice perché infinite storie hanno bussato alla fronte dei nostri bambini grazie a un’iniziativa congiunta di Visit Denmark e Andersen, il più noto e diffuso mensile italiano di informazione sui libri per bambini e ragazzi, la scuola e le politiche di promozione culturale dell’infanzia che culminano con il celebre Festival Andersen.

Tutto ebbe inizio durante settimana prenatalizio, quando ebbi il privilegio di visitare con una dei miei tre gemelli, Odense, città natale di Andersen dove tutto sembra uscito da una fiaba: le casette basse con deliziose finestre senza tende, per esser visti e per guardare fuori grazie a un avveniristico sistema di piccoli specchi convessi; la piazza del mercato chiusa tra facciate colorate su cui svettano eterei lucernai; la casa natale e lo studio di Andersen definito da antichi graticci; il lavatoio lungo il fiume dove gli anatroccoli gareggiano per trasformarsi in cigni; la vecchia prigione dove rinchiusero suo nonno e l’orfanotrofio che accolse il piccolo Hans Christian trasmettendogli una gioia nostalgica; la maestosa cattedrale e l’austero municipio; gli intimi locali dove sorseggiare bevande calde o assaggiare i patti tipici allietati da cori di tutte le età che condividono un prezioso momento di serenità e accoglienza reciproca, che i danesi chiamano Hygge, impegnandosi per mantenerlo acceso sempre, soprattutto davanti al proprio focolare.

Non aveva un focolare fisso, Andersen, ma aveva innumerevoli dimore che gli spalancavano le porte a cui lui rendeva grazie con una fiaba, un biglietto, un dipinto. Testimonianze che si possono ammirare nello splendido plesso HCA museum che c’è al centro di Odense, dove una parte è dedicata a narrare la storia di questo grande scrittore, anche attraverso oggetti che inteneriscono come il letto della Principessa sul pisello o la fune che lo accompagnava sempre in caso di fuga notturna per incendio da una delle case in cui alloggiava.

Ma la parte museale più emozionante è la Fyrtøjet detto Tinderbox, un centro culturale per bambini in cui le fiabe di Hans Christian Andersen prendono vita attraverso il gioco, la narrazione, il teatro e la più pura delle arti, quella creativa. Tutto il centro è stato progettato per coinvolgere nel gioco grandi e piccini e le ore di attività diventano esperienze meravigliose per tutta la famiglia: travestimenti, allestimenti, alberi dei desideri, enormi barchette di carta, set di vita quotidiana dove tornare indietro nel tempo è tanto naturale quanto emozionante, come hanno testimoniato i nostri ragazzi durante il viaggio, redigendo il giornale di Odense con l'unico obiettivo di condividere gioia pura.

Parimenti naturale è stato immedesimarsi non solo in quell’epoca ma nello stile di Andersen grazie a un progetto lanciato dall’omonima casa editrice italiana, insieme a VisitDenmark, VisitOdense, Fondazione Andersen, alla scrittrice Chiara Carminati e al fotografo Massimiliano Tappari. Decine di scuole in tutta Italia sono state coinvolte per costruire in classe nuove storie con lo stile di Andersen, che è stato spiegato con testi e immagini proposti attraverso due mazzi di carte ricche di descrizioni originali di personaggi, oggetti e ambienti. Le foto di un mazzo erano di dettaglio e isolavano uno scorcio di realtà, rivelando la presenza di personaggi, oggetti, animali e luoghi fantastici del tutto inaspettati; l’altro mazzo era ricco di “foto di contesto” in cui - con una sorta di zoom all’indietro - veniva reso riconoscibile il luogo in cui si trova, luogo che celebra un momento della vita dello scrittore. Tutte insieme hanno trasmesso l’impressione di compiere una “passeggiata” attraverso i luoghi di Andersen per far conoscere ai bambini il mondo in cui è vissuto, e invitarli a recarsi in viaggio in Danimarca per rivivere dal vero lo spirito dei luoghi.

Proprio con questo esemplare progetto la magia è diventata tridimensionale: le maestre hanno commentato l’iniziativa “costruttiva, ricca ed entusiasmante”, i bambini si sono immersi anima e cuore in un mondo fatato ricco di stimoli educativi e stilistici di innegabile valore, i genitori sono stati grati di questa esperienza a 360° che in più gli ha offerto stimoli per nuovi viaggi, nuovi giochi, nuova creatività.

E con questo VisitDenmark si merita un plauso per uno dei più riusciti progetti di marketing esperienziale realizzati ultimamente. Perché partendo dalla città natale di Anderesen il suo stile e la magia delle sue fiabe si propaga e tutte le famiglie coinvolte assaporano un raggio di felicità naturale e spontanea, che testimonia il motivo per cui la Danimarca domina da oltre 40 anni il World Happiness Report, la classifica dei Paesi più felici stilata ogni anno dall’ONU. Uno dei loro segreti è proprio l’approccio creativo e improntato al gioco con cui i bambini apprendono a scuola come nella vita quotidiana, soprattutto in casa con i propri cari. Le famiglie in Danimarca, infatti, godono di un perfetto equilibrio tra vita privata e professionale, nutrito da un elevato livello di fiducia reciproca e di libertà personale che consente loro di scegliere liberamente i propri obiettivi nella vita, alimentando quello più nobile della felicità attraverso i piaceri semplici della vita, le atmosfere intime e rilassate, come quelle che si possono vivere davanti a un caminetto ma anche in estate dai pic-nic nei parchi ai falò in spiaggia, dai concerti all'aperto ai festival di strada. La Danimarca pullula di iniziative e seguirle è sempre un piacere. E’ come tornare bambini, perché come ci insegna Hans Christian Andersen ”Life itself is the most wonderful fairy tale”. La vita stessa è la più meravigliosa delle favole. Vivere per credere

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